Supply Chain Finance: analisi comparativa con il Factoring

Nonostante ci sia liquidità nelle Aziende e nel sistema, il tempo medio di incasso dei crediti commerciali in Italia risulta essere  di 78 giorni, rispetto alla media europea di 47, mentre quello di pagamento dei debiti ai fornitori è in Italia di 137 giorni contro una media europea di 65 (Fonte: Osservatorio SCF.politecnico di Milano). Questi tempi lunghi portano inevitabilmente molti Fornitori a far ricorso al finanziamento esterno che in Italia è prevalentemente di tipo tradizionale come l’anticipo fattura e il factoring, mentre le nuove soluzioni Fintech di Supply Chain Finance (SCF) come Carta di Credito Virtuale, Invoice Auction e Dynamic discounting sono ancora in fase embrionale. Eppure queste nuove creature molto sviluppate all’estero offrono molti benefici al fornitore rispetto alle forme tradizionali. Esaminiamo alcune differenze fra Factoring e Metodi di Supply Chain Finance. Nel factoring l’intermediario esamina l’intero portafoglio crediti del fornitore e in base a questo si impegna ad acquistare o meno tutte le fatture in sospeso. Nei metodi più evoluti di Supply Chain Finance è invece il fornitore a scegliere quali fatture inserire nel programma. Questo permette un notevole vantaggio in termini di flessibilità che non è presente nei metodi classici di finanziamento con intermediari. Un altro vantaggio per il fornitore è nella contabilizzazione a bilancio. Utilizzando un finanziamento con il metodo del factoring, verrà infatti sempre contratto un debito perché l’intermediario emetterà sostanzialmente un prestito al fornitore. In alcuni strumenti del Supply Chain Finance, come la Carta di Credit Virtuale e l’Invoice Auction la transazione viene invece vista come una vera e propria vendita di crediti, pertanto un’operazione fuori bilancio, mentre ad esempio nel Dynamic discounting , non si tratta affatto di cedere i proprio crediti ma di ottenere semplicente un anticipazione dal proprio partner commerciale. Nei casi prospettati di SCF, il fornitore può migliorare la propria tesoreria ed al contempo migliorare il rating rispetto al metodo tradizionale. Altra differenza è sulla componente costi. Nei confronti ad esempio del Dynamic discounting , il factoring sconta i costi tipici dell’intermediazione, legati sia alla parte più burocratica, esempio le spese di istruttoria, sia alla parte riferibile al costo rischio su crediti anch’esso trasferibile all’intermediario. Concludendo, rispetto al classico factoring, un metodo di Supply Chain Finance evoluto come il Dynamic discounting – basato su una piattaforma digitale che non utilizza intermediazioni di terzi – avvantaggia sia l’azienda cliente che il fornitore, migliorando la liquidità, abbattendo i costi di approvvigionamento della stessa, e creando così valore per le aziende lungo tutta la filiera.